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03/09/2010

COMMENTI

La formazione

Tra le mille confusioni che offre tutti i giorni la politica, esiste qualche spunto interessante. Due in particolare. Il primo tira in ballo argomenti centrali, in Campania, ma non solo: la formazione professionale e l'occupazione. Unioncamere e ministero del Lavoro hanno diffuso a fine luglio il rapporto Excelsior: in un mercato del lavoro in cui il tasso di disoccupazione nazionale è all'8,7% (percentuale che si impenna in alcune zone del Sud, specie se rapportata agli under 30), esistono 150.000 richieste di assunzione da parte di aziende che non trovano risposta. Addetti marketing, infermieri, sviluppatori di software; ma anche parrucchieri, meccanici, ed altri. I motivi vanno letti tra le righe di uno dei maggiori drammi nazionali: la formazione professionale. Ci si ostina a considerare questo segmento sociale come un contenitore dove far convergere incarichi a tutor e docenti, privilegi di sindacalisti, carrozzoni statali inutili e dimenticati. Insomma, tutto, tranne ciò che realmente dovrebbe corrispondere ai reali obiettivi, ovvero fare in modo che quelle 150.000 persone di cui sopra imparino un mestiere, e si rendano quindi capaci di rappresentare una risposta per le aziende che offrono lavoro. L'assessore regionale Nappi ha annunciato chiari propositi di controtendenza. Ma bisogna impegnarsi tutti, affinché gli scenari finalmente si adeguino ai tempi ed alle esigenze dell'attuale mercato del lavoro. Il secondo spunto agli enti locali. L'A-genzia del Demanio ha pubblicato, sempre in estate, un elenco di 12.000 beni immobili potenzialmente trasferibili dallo Stato ai Comuni. Molti sindaci sono andati a spulciare tra le liste, e le reazioni sono state molteplici e variegate, sovente non positive. Alcuni sostenevano che determinate strutture, magari antiche e bisognose di costosi interventi, andrebbero a costituire più un peso, che una risorsa. Questo schema si ripeterà in futuro, poiché si modifica il rapporto tra Stato centrale ed enti locali, contemporaneamente alla crescita del progetto federalista. In sostanza sindaci ed assessori dovranno attrezzarsi. Specie a Napoli e nel Mezzogiorno, il cittadino-elettore veniva finora coperto dal politico amico; da oggi lo stesso diventerà obiettivo per tirar fuori danari indispensabili ai bilanci comunali. Se proteggere produceva consenso elettorale, perseguire produrrà il medesimo risultato?

la REPUBBLICA NAPOLI

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